Festa della Liberazione 2019 - Esperienza di realtà virtuale all'M9 di Mestre

Festa della Liberazione 2019 – Esperienza di realtà virtuale all’M9 di Mestre

M9 – Museo del ‘900 ospita dal 25 aprile al 1° maggio, in occasione della Festa della Liberazione, nell’Atrio del Museo l’installazione di realtà
virtuale Torino, 12 giugno 1940 attraverso cui rivivere l’esperienza dei bombardamenti aerei.

Prosegue in questo modo la collaborazione con il Polo del ‘900 di Torino, già tra gli archivi partner di M9.

*Torino, 12 giugno 1940*, installazione presentata lo scorso anno al Rifugio Antiaereo del Museo Diffuso della Resistenza di Torino, è stata
realizzata da Manitoba e ManaManà, Iconomia/The Virtual Lab, Agenzia per lo Sviluppo di San Salvario Onlus, Museo Diffuso della Resistenza e Polo del ‘900, con il sostegno della Compagnia di San Paolo nell’ambito del Bando Polo del ‘900.

A Mestre viene riproposta nella sua parte dell’esperienza maggiormente immersiva: due visori per la realtà virtuale fanno rivivere al visitatore
una scena di vita quotidiana improvvisamente interrotta dalla deflagrazione di un bombardamento. L’obiettivo del progetto è infatti quello di
sensibilizzare il pubblico sugli effetti e sulle drammatiche conseguenze che i bombardamenti hanno avuto sulle città e sulla popolazione di tutta
Europa. Anche al secondo piano del Museo M9, un’intera installazione è dedicata all’esperienza del rifugio antiaereo.

Il 12 giugno 1940, all’una di notte, poche ore dopo la dichiarazione di guerra da parte dell’Italia a Francia e Inghilterra, Torino è colpita dal
primo di una serie di bombardamenti che, fino all’aprile 1945, provano duramente la città e i suoi abitanti, fisicamente e moralmente. In quella
prima notte di guerra, a bombardare è l’aviazione inglese in un attacco che dura 45 minuti, causando 17 morti e 40 feriti. Il giorno seguente cadono
bombe anche sulla zona industriale di Marghera: l’area degli stabilimenti della Liquigas viene colpita il 13 giugno 1940.

A poche ore dall’inizio del conflitto risulta evidente l’impreparazione con la quale il regime fascista ha portato l’Italia in guerra, tanto che, due
anni più tardi, è l’Italia intera ad essere oggetto di una massiccia campagna di bombardamenti angloamericani: la crisi del regime, a quel
punto, è conclamata su tutti i fronti nei quali si combatte. Tutte le grandi città del Nord ma anche Roma, Napoli, Taranto e Brindisi vengono
colpite duramente, ma non sono le sole. Treviso, ad esempio, il 7 aprile del 1944, subisce un bombardamento che provoca circa 1.500 vittime. Lo
stesso è accaduto anche a Mestre e Marghera, come quando il 28 marzo 1944 morirono quasi 200 persone. Lo scontento continua a crescere e, nonostante
la forte repressione messa in atto dal regime, i movimenti di Resistenza sono sempre più forti.

In seguito all’8 settembre 1943 e al crollo del regime fascista, l’Italia diviene teatro di una guerra civile in cui a scontrarsi sono i militari
della Repubblica Sociale Italiana (collaborazionisti delle truppe naziste occupanti) e i partigiani italiani (sostenuti dagli alleati) che combattono
per la liberazione dell’Italia, mentre le rappresaglie nazifasciste contro i civili aumentano e i bombardamenti alleati diventano sempre più intensi.
Il 25 aprile 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia proclama l’insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dai
nazifascisti: in pochi giorni, anche grazie alle forze partigiane, tutta l’Italia settentrionale viene liberata. A Mestre, ad esempio, le truppe
britanniche, per lo più di nazionalità neozelandese, entrano il 29 aprile e trovano la città sotto il controllo del Comitato di Liberazione Nazionale cittadino.

Orari:
25, 27, 28 aprile, ore 10 – 19
26, 29 aprile, ore 9 – 18
30 aprile, chiuso
1° maggio, ore 11 – 22

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